Mille seicentonovantacinque assunzioni a tempo indeterminato nell'Istituto di previdenza, quasi seicento in più rispetto alle previsioni iniziali che parlavano di 1.024 posti. La deliberazione n.100 del 2026 ha potenziato il piano di reclutamento per i funzionari PECS (Progettazione, Erogazione e Controllo dei Servizi), profilo che richiede competenze trasversali tra discipline giuridiche, economiche e gestionali. La scadenza per candidarsi è fissata alle 23:59 del 27 luglio 2026: chi aspira a un posto stabile nella pubblica amministrazione ha poco meno di quattro settimane per preparare la domanda.
Come e dove presentare la candidatura
La domanda va inoltrata esclusivamente sul Portale del Reclutamento InPA (www.inpa.gov.it), autenticandosi con SPID, CIE, CNS o eIDAS. Servono una casella PEC attiva e il pagamento della tassa di concorso tramite i sistemi PagoPA integrati nella piattaforma. Se si inviano più candidature per lo stesso profilo, il sistema terrà conto solo dell'ultima trasmessa in ordine cronologico. Al termine, va scaricata la ricevuta digitale di avvenuta ricezione. Nessun canale cartaceo è ammesso.
I titoli di studio richiesti
Il bando elenca una vasta gamma di lauree ammesse, dal vecchio ordinamento o equiparate (specialistica o magistrale). Rientrano Economia, Giurisprudenza, Scienze politiche, Sociologia, Comunicazione, Lettere, Lingue, Pedagogia, Psicologia e Ingegneria gestionale, insieme a titoli affini nelle aree umanistiche e sociali. I requisiti devono essere posseduti sia alla scadenza del bando sia al momento della firma del contratto.

La struttura delle prove: preselezione e scritto
Con ogni probabilità scatterà la prova preselettiva: il bando la attiva se le candidature superano quota 4.000, soglia che i concorsi INPS hanno storicamente oltrepassato con ampio margine. Il test prevede 60 quesiti a risposta multipla su logica, comprensione verbale, cultura generale, informatica e inglese. Passano alla fase successiva circa 3.390 candidati (il doppio dei posti disponibili, più eventuali ex aequo).
La prova scritta è il vero spartiacque. Si divide in due sezioni, ciascuna da superare con almeno 21/30. La prima verte su brani tecnico-giuridici da completare e analizzare, toccando diritto del lavoro, legislazione sociale, controllo di gestione e organizzazione della PA, con domande avanzate di inglese e informatica. La seconda sezione propone scenari situazionali operativi: serve a misurare capacità decisionali, problem solving e gestione delle priorità.
Dove sono i posti: la mappa delle opportunità
La distribuzione territoriale dei 1.695 posti premia soprattutto le grandi direzioni regionali e metropolitane. Lombardia (190), Emilia-Romagna (182), Piemonte (154) e Toscana (148) guidano la ripartizione, mentre la Direzione servizi al territorio – Direzione generale ne assorbe 220 e la DCM Roma 215. DCM Milano conta 196 posizioni, DCM Napoli 90. Le regioni del Sud ottengono contingenti più ridotti, con Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Marche e Sicilia ferme a 5 posti ciascuna. Un dato che orienta chi può valutare la mobilità geografica come leva per aumentare le chance di ingresso.
Quanto conta la preselezione nel calcolo delle probabilità
I numeri del bando permettono un calcolo concreto. Se le domande raggiungessero quota 4.000 — soglia minima per attivare la preselezione — e gli ammessi alla scritta fossero 3.390, il tasso di passaggio alla fase successiva sarebbe superiore all'80%. Ma è una stima ottimistica: i concorsi INPS del passato hanno spesso raccolto decine di migliaia di candidature, comprimendo drasticamente questa percentuale. La preselezione, pur non concorrendo al punteggio finale, rischia di essere il filtro più severo dell'intera procedura. Prepararsi solo sulle materie tecniche senza allenare logica e comprensione verbale può significare uscire prima ancora di arrivare alla prova che conta.
Fonti
- Concorsi in scadenza luglio 2026
- Concorso INPS 2026 per 1.695 posti
- Concorsi pubblici in scadenza a luglio
- Inps, concorso per 1.695 funzionari






