Compiti a casa, Valditara: stop alle consegne serali sul registro

Le nuove regole sui compiti arrivano con la nota 224621 del 28 settembre 2026 del Ministero dell'Istruzione e del Merito, valida per l'anno scolastico 2026/2027: consegne entro la fine delle lezioni, diario cartaceo e verifiche distribuite nell'arco della settimana. Il dettaglio che pesa è un altro. Il Ministero ripropone indicazioni già contenute nella circolare del 28 aprile 2025, e il sondaggio tra i docenti mostra dove si incaglia l'applicazione: nelle scuole superiori lo strumento su cui punta il provvedimento, il diario di carta, nel 77,1% dei casi non si usa più.

Cosa prevede la nota 224621 sui compiti a casa

I compiti vanno assegnati entro il termine dell'orario delle lezioni, evitando inserimenti successivi sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana. Il diario cartaceo, sia nel primo sia nel secondo ciclo, diventa lo strumento per abituare gli studenti a gestire in autonomia i propri impegni, con i dirigenti scolastici chiamati a vigilare affinché accompagni sempre la piattaforma digitale.

Le segnalazioni arrivate al Ministero riguardano due criticità: carichi di lavoro eccessivi e comunicazioni all'ultimo momento che costringono alunni e famiglie a controllare gli aggiornamenti senza sosta. «I compiti a casa sono uno strumento importante per consolidare quanto appreso in classe, favorire la riflessione personale e sviluppare l'autonomia degli studenti», ha scritto il ministro Giuseppe Valditara, aggiungendo che «occorrono tempi distesi che non possono essere compressi dalla quantità e dall'eccessivo carico delle consegne».

Il diario cartaceo si scontra con le abitudini delle superiori

Il sondaggio della Tecnica della Scuola, condotto dal 28 settembre al 3 ottobre 2026 su 360 insegnanti (82 di primaria, 90 di secondaria di primo grado, 188 di secondo grado), misura l'adesione reale alle indicazioni. Sull'assegnazione dei compiti entro la fine delle lezioni con annotazione sul diario, i favorevoli sono 264 su 360, il 73,3%.

Il consenso però crolla salendo di grado:

Circolare Valditara su compiti a casa
Una sessione di tutoraggio tra due studentesse con materiale didattico. Foto di https://kaboompics.com/ su Pexels
CicloFavorevoliPercentuale
Primaria77 su 8293,9%
Secondaria di primo grado75 su 9083,33%
Secondaria di secondo grado112 su 18859,57%

Tra primaria e secondo ciclo la distanza supera i 34 punti percentuali. Il motivo è materiale: 145 docenti delle superiori su 188, il 77,1%, dichiarano che in classe il diario non si usa più. Nel primo ciclo la situazione si ribalta, con 146 insegnanti su 172 (84,8%) che ne confermano l'uso. La nota chiede alle scuole di integrare il Patto educativo di corresponsabilità e il Regolamento d'istituto proprio per disciplinare la materia.

Verifiche: tre docenti su quattro d'accordo sulla programmazione collegiale

Sul secondo fronte, quello delle prove in classe, la circolare chiede una programmazione collegiale che eviti più verifiche nella stessa giornata. Tra i 360 insegnanti coinvolti, i favorevoli sono 73 di primaria, 67 di secondaria di primo grado e 130 di secondo grado: sommando le tre voci, 270 su 360, esattamente il 75% del campione.

Il dettaglio per ciclo conferma la frattura: 89% alle elementari (73 su 82), 74,4% alle medie (67 su 90), 69,1% alle superiori (130 su 188). Il Ministero precisa che la pianificazione deve restare nel pieno rispetto dell'autonomia didattica dei singoli insegnanti: un vincolo che spiega la cautela dei docenti del secondo ciclo, abituati a recuperi in itinere e a calendari difficili da sincronizzare.

La disconnessione che manca anche ai docenti

La nota invita a favorire la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali fuori dall'orario scolastico. La stessa richiesta arriva dai sindacati per il personale. Vito Carlo Castellana, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, ha descritto il paradosso: «Un tempo arrivavi a scuola, trovavi le circolari e le firmavi. Oggi è diventato tutto urgente: arrivano circolari di notte a tutte le ore del giorno, il sabato, la domenica, i giorni festivi. Ciò perché gli strumenti telematici lo permettono, ma in realtà quasi nulla è urgente».

Il Contratto scuola 2022/2024 riconosce il diritto alla disconnessione dei docenti come clausola contrattuale, ma non fissa orari di divieto rigidi: rimanda alla contrattazione integrativa di ogni istituto.

Cosa cambia davvero nelle aule

Mettendo insieme i due dati del sondaggio emerge il nodo del provvedimento: il 73,3% dei docenti approva le consegne sul diario cartaceo, ma il 77,1% degli insegnanti delle superiori dice che quello strumento non esiste più nelle loro classi. La circolare indica un mezzo che, nel grado scolastico dove il problema delle consegne serali è più segnalato, risulta già fuori uso. Nei fatti, per gli studenti del secondo ciclo la partita si sposta sulla disciplina d'uso del registro elettronico — finestre orarie, nessuna modifica dopo la campanella — più che sul ritorno alla carta. Per le famiglie, il cambiamento misurabile è uno solo: nessuna notifica di compiti nuovi dopo la fine delle lezioni, e verifiche non più concentrate nello stesso giorno. Il test sarà la vigilanza dei dirigenti, che la nota indica come garanti dell'applicazione.

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