Compiti a casa, Valditara: 73,3% dei prof d’accordo, diario in crisi

Il 73,3% dei docenti approva la circolare firmata da Giuseppe Valditara il 28 settembre 2026, ma il dato complessivo nasconde una frattura. Alle superiori il consenso scende sotto il 60% e il 77,1% degli insegnanti dichiara che il diario cartaceo non si usa più: la misura pensata per responsabilizzare gli studenti rischia di arenarsi proprio dove il problema è più sentito.

Cosa prevede la circolare sui compiti a casa

La nota ministeriale chiede di assegnare i compiti entro il termine dell'orario delle lezioni, usando il diario cartaceo, ed evita inserimenti sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana. Richiama inoltre la programmazione collegiale delle prove di verifica, che presuppone collaborazione tra colleghi. Il Ministero è intervenuto dopo numerose segnalazioni di compiti pubblicati online a tarda sera. Una prima circolare sullo stesso tema era arrivata nell'aprile 2025.

Il consenso crolla alle superiori

Su 360 insegnanti intervistati da La Tecnica della Scuola tra il 28 settembre e il 3 ottobre 2026, 264 dicono sì all'assegnazione entro fine lezioni. La media è però trainata dal primo ciclo, come mostra il dettaglio per ordine di scuola.

Circolare Valditara sui compiti a casa: il 73% dei docenti d'accordo, diario meno usato
Un gruppo di studenti al lavoro in aula. Foto di Yan Krukau su Pexels
CicloFavorevoli all'assegnazionePercentuale
Primaria77 su 8293,9%
Secondaria di primo grado75 su 9083,33%
Secondaria di secondo grado112 su 18859,57%

Lo scarto tra primaria e superiori è di 34,33 punti percentuali. Sulle verifiche il consenso generale è del 75%: 93% alla primaria, 74,4% alle medie, 69,1% alle superiori. Il sondaggio online, precisa la testata, non ha carattere di scientificità.

Il paradosso del diario cartaceo

Nel primo ciclo il diario resta comune tra gli studenti: lo conferma l'84,8% dei docenti di primaria e medie (146 su 172). Alle superiori la situazione si ribalta, con 145 insegnanti su 188 che affermano il contrario. Alcuni docenti segnalano che sono gli studenti stessi a chiedere il registro elettronico. "Per molti il diario è un optional, usano il RE", si legge tra i commenti. Un altro è più netto: "L'assegnazione sul RE trasforma il più delle volte gli insegnanti in segretari al servizio di studenti passivi".

Cosa cambia per chi insegna

Il nodo è aritmetico. Se 145 docenti su 188 vedono un diario abbandonato, significa che solo 43 (il 22,9%) lo considerano ancora in uso nelle proprie classi: la circolare prescrive uno strumento che in quasi otto aule su dieci delle superiori non esiste più. Il divario tra il 73,3% generale e il 59,57% del secondo grado — quasi 14 punti — indica che il nodo non è il merito della norma, ma la sua applicazione concreta. Una circolare che impone il diario funziona solo se il diario è ancora in mano agli studenti.

Fonti

Leave a Reply