Il bonus libri varato con la manovra scorsa non partirà quest'anno: l'articolo 4 del decreto scuola lo rinvia al 2027, e i 20 milioni previsti per il 2026 cambiano destinazione. Per le famiglie significa aspettare, mentre la platea futura si allarga: il tetto Isee sale da 30.000 a 40.000 euro. Una promessa spostata in avanti, con le regole riscritte.
Come funzionerà il bonus dal 2027
Dal 2027 il contributo avrà una dotazione di 20 milioni di euro all'anno e sarà destinato ai nuclei con Isee non superiore a 40.000 euro, contro i 30.000 previsti in origine: un allargamento del 33,3% della soglia massima, calcolato sui 10.000 euro aggiunti. Le classi coperte sono tre: prima media, prima superiore e terza superiore, i passaggi in cui il cambio dei testi pesa di più.
Cambia anche la gestione: il bonus passa dal ministero dell'Interno al Ministero dell'Istruzione e del Merito, e i Comuni non sono più coinvolti nell'erogazione. Importi e modalità di domanda arriveranno con un decreto attuativo del MIM, di concerto con il Mef.
Nel 2026 le risorse restano, ma vanno ai Comuni
Il rinvio non cancella i soldi già stanziati. I 20 milioni previsti per il 2026 vengono riassegnati al Fondo dei Comuni, che li userà per la gratuità dei libri di testo nell'ambito delle prestazioni sociali agevolate, con 1 milione aggiuntivo dalle casse del Ministero.

Nel 2026, quindi, non esiste uno sportello nazionale: chi cerca un aiuto guarda i bandi del proprio Comune, che seguono criteri territoriali. Nel Lazio la soglia vigente è di circa 15.500 euro di Isee: una famiglia con 20.000 euro resta fuori, pur rientrando nei futuri 40.000.
Taglio o spostamento? Le cifre non coincidono
Il ministro Giuseppe Valditara respinge l'accusa di taglio: «Non è vero che c'è stato un taglio sui fondi dei libri di testo. Anzi, a conti fatti, c'è un milione di euro in più», e parla di un aumento del 15%. Il Fatto Quotidiano ricostruisce però il passaggio in modo diverso: il fondo storico sarebbe passato da 159 a 160 milioni, cioè +0,63%, non +15%. Il ministero cita 21 milioni complessivi per il 2026 (20 spostati più 1 nuovo), mentre Ansa e Scuola Mag si fermano a 20 milioni riassegnati ai Comuni.
Sul merito politico le opposizioni si dividono dal governo. Per la deputata di Avs Elisabetta Piccolotti i 20 milioni «erano già del tutto insufficienti» rispetto a uno stanziamento necessario «di diverse centinaia di milioni». Per il deputato Pd Emiliano Fossi l'esecutivo «smonta» con il decreto ciò che aveva annunciato in manovra.
Perché slitta proprio ora
Il rinvio arriva mentre il costo dei libri continua a salire. Il presidente dell'Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona rileva che i testi scolastici rincarano del 2,3% rispetto al 2025, ma il vero problema è la spesa complessiva: l'innalzamento dal 15% al 20% della possibilità per le scuole di sforare il tetto di spesa produce, secondo Dona, un balzo aggiuntivo del 4,35%. Tra libri, corredo e cancelleria la spesa media per studente arriva a circa 1.300 euro. Il Codacons chiede di estendere a queste voci la detrazione Irpef del 19%, oggi non applicabile ai libri di testo acquistati autonomamente.
Analisi: chi perde e chi aspetta
I 20 milioni del 2027 pesano il 12,5% sul fondo libri da 160 milioni raggiunto nel 2026. Spostare quella cifra, per quest'anno, dentro il Fondo dei Comuni significa affidare la distribuzione a criteri territoriali con soglie molto diverse dal futuro bonus nazionale — nel Lazio 15.500 euro contro 40.000. Per una famiglia con Isee tra 20.000 e 40.000 euro il 2026 non porta alcun aiuto nuovo con le regole annunciate: o rientra nelle soglie locali, o aspetta il 2027, a patto che il figlio sia in prima media, prima o terza superiore.
Fonti
- Scuola, slitta al 2027 il bonus libri
- Decreto scuola, fondi spostati più che aggiunti
- Bonus libri con Isee fino a 40 mila euro
- Bonus libri, cambia tutto
- Bonus libri, Valditara: "Nessun taglio"
- Bonus libri nel Decreto Scuola
- Dl scuola, slitta il bonus libri
- Decreto scuola, slitta il bonus libri per il 2026





