ATA: 120 milioni in pagamento a ottobre, aumenti da 700 a 2.000 euro

Il cedolino di ottobre 2026 porta per la prima volta in busta paga la valorizzazione professionale del personale ATA: oltre 120 milioni di euro per circa 40.000 posizioni economiche, con aumenti annui tra 700 e 2.000 euro e arretrati tra 1.450 e 4.150 euro. La novità non è soltanto l'importo. È la separazione tra una quota che continuerà a essere riconosciuta ogni mese e una somma una tantum che non tornerà: distinguerle è ciò che determina il netto reale di questa tornata.

Le cifre: aumenti da 700 a 2.000 euro e arretrati fino a 4.150

Per i beneficiari della prima emissione, aumenti e arretrati saranno liquidati in un'unica soluzione con il cedolino di ottobre. L'incremento annuo va da 700 a 2.000 euro secondo la posizione economica attribuita; il recupero delle somme pregresse va da 1.450 a 4.150 euro. Il rapporto tra minimo e massimo è quasi identico nelle due voci — circa 2,86 volte in entrambi i casi — e questo suggerisce che entrambe scalino sulla stessa posizione economica. Spalmato su dodici mensilità, l'aumento vale un lordo indicativo di circa 58 euro al mese nel caso minimo e di circa 167 euro nel caso massimo.

Chi deve aspettare la seconda emissione

La procedura non si chiude a ottobre. Restano circa 6.000 posizioni per cui il pagamento arriverà con una successiva emissione, dopo le compensazioni e lo scorrimento delle graduatorie gestite dagli Uffici scolastici regionali. Su un totale di circa 46.000 posizioni tra prima e seconda tranche, quelle liquidate a ottobre rappresentano quindi circa l'87% del totale, mentre il restante 13% dovrà attendere. Per questa seconda tranche non è stata indicata una data di pagamento.

ATA: 120 milioni in pagamento a ottobre, aumenti da 700 a 2.000 euro e arretrati
Professionista al lavoro alla scrivania con documenti in ufficio. Foto di RDNE Stock project su Pexels

Cosa controllare nel cedolino di ottobre

I dipendenti interessati devono verificare tre voci: l'attribuzione della posizione economica, l'importo dell'aumento riconosciuto e la presenza degli arretrati. Il primo pagamento sarà più consistente del solito proprio perché somma le due componenti, ma solo la quota ordinaria si ripeterà nei mesi successivi. Chi non trova le somme nell'emissione di ottobre rientra con ogni probabilità tra le 6.000 posizioni in attesa.

Contratti e welfare: il quadro più ampio

Il MIM colloca l'intervento nel quadro delle misure economiche per il personale scolastico. Rientrano nel pacchetto la chiusura di tre contratti del comparto Scuola, con incrementi mensili fino a 304 euro per il personale ATA, e nuove misure di welfare, tra cui la polizza sanitaria. Il ministro Giuseppe Valditara ha parlato di "un'altra promessa mantenuta", rivendicando il riconoscimento per chi "ogni giorno garantisce il funzionamento delle nostre scuole". La sottosegretaria Paola Frassinetti ha definito i 120 milioni "un riconoscimento concreto", un risultato che conferma l'impegno del Governo.

Un effetto solo parziale sullo stipendio

La lettura del cedolino può trarre in inganno. Considerando gli estremi delle due voci, chi si trova nella fascia massima riceve 4.150 euro di arretrati più la quota ordinaria: una cifra che non si ripeterà. Per chi è nella fascia minima sono 1.450 euro più 700 annui. Chi pianifica il budget sui numeri di un solo mese rischia di sovrastimare l'effetto della misura, che sull'annualità resta compreso tra 700 e 2.000 euro lordi.

Il vero capitolo aperto resta la seconda emissione: senza una data indicata, le 6.000 posizioni escluse da ottobre sono l'unico tassello della valorizzazione ATA ancora senza calendario.

Fonti

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